sabato 30 aprile 2016
Convivenza con me stesso - Giorno 2
E' tremendamente difficile abituarsi a dormire in un letto che non è il tuo, ma soprattutto in un letto che non è più attaccato al muro come quello che avevi fino a pochi giorni prima e che ti ha cullato per 27 anni. Il muro era la mia sicurezza, io ci infilavo la testa tra lui e il cuscino e quella era la mia posizione, mi addormentavo così e mi svegliavo così, era perfetto. Il matrimoniale ora mi sta largo ma per quanto grande e comodo sia non è il mio vecchio letto e non mi concede le mie vecchie abitudini. Le difficoltà quindi sono già evidenti, se poi nel cuore della notte ci si mette anche un fischio tanto continuo quanto fastidioso da un monte che c'è da scalare per addormentarsi ora di fronte ho il K2. Il suono mi entra in testa e non esce, mi pervade e fa cadere tutta la mia concentrazione su di lui, ogni tanto veniva sopraffatto da dei "bam bam bam" improvvisi che assomigliano tanto a una porta che sbatte. Ma sono le 3 del mattino, chi mai si metterebbe a sbattere porte? Passano 5 minuti interminabili ma il suono non se ne va e i "bam bam bam" diventano più frequenti. Inizio a interrogarmi su cosa possa essere di chi potesse essere la colpa. Magari quelli che mi stanno sopra, non li ho visti di buon occhio in questi primi giorni o magari è solo la mia immaginazione chi lo sa? Passa il tempo e più mi innervosisco, quel maledetto suono non vuole fermarsi: "Sono loro sicuramente, sono quelli che mi stanno sopra" - inizio a pensare - "Ora mi alzo, ora mi alzo, vado su e tiro su un casino". Dopo una lotta interiore con me stesso il "questa cosa deve finire" vince sul "prima o poi passerà". Così mi armo di pantofole, vado verso la porta d'entrata, la apro rabbiosamente e cosa vedo? La signora Anna in vestaglia. Una scena agghiacciante. Sono le 4 del mattino e una vecchia mi sta davanti alla porta con una faccia visibilmente scossa tenuta in piedi dal suo bastone. Neanche il tempo di darle un'occhiata che esordisce con: "No ghe a fasso pi! Quel rumore! Quel rumore!" - "Appunto! Quel rumore! Cos'è quel rumore signora?!" - "Ze quea roba infernae! Vien Vien e cavea via!". In pratica mi invita ad entrare in casa sua per porre fine a questo strazio. In un secondo realizzo che non era colpa di quelli di sopra e che quel maledetto rumore non era altro che l'anti-incendio che la povera donna non riusciva a chiudere! Varco l'uscio e un odore di cadavere mi pervade, di sicuro non pulisce da un po'. Sorvolo sull'atmosfera che si è creata e mi concentro su quell'affare. Passano 30 secondi e l'altra domanda ecco che trova risposta: quei "bam bam bam" non sono altro che i colpi di bastone che il relitto dava alla scatoletta per farla smettere. Mamma mia, cosa sta succedendo?! Non ho neanche la forza di mettermi le mani sui capelli e mi concentro senza pensare a disinnescare quella bomba, senza risultati. Quando tutto sembra andare a puttane e sono pronto a gettare la spugna ecco che, non si sa come, il suono se ne va. Sarà dovuto ai duri colpi di bastone ricevuti o ai mille pugni che gli ho sferrato io nessuno lo sa, sta di fatto che un secondo dopo torno alla scomodità del mio letto senza nemmeno spiaccicare parola con Anna promettendomi di non entrare più in quella casa, mai più.
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