martedì 20 marzo 2012

Diario di Bordo - Giorno 20

Dopo 37 ore di lavoro nelle ultime 65 ore di vita mi fermo un attimo perché vi voglio parlare del mio lavoro, quello al ristorante, o meglio dell'aria che si respira. Per motivi che non so nemmeno io non dirò il nome del posto, tanto non interessa a nessuno, magari interesserebbe solo per il fatto di sapere dove NON andare a mangiare se siete in giro per Perth. Ma lasciamo le velleità e le futili domande ai posteri. Ora, lo chef già lo conoscete, Ben, tecnicamente è un indonesiano ma ha tutta l'aria di essere un cinese, è senza dubbio un coglione ma tutto sommato ho notato che ogni tanto ride scherza e ora mi saluta (!). Ad ogni modo è con lui che ho avuto quella specie di colloquio veloce, dico "specie"  perché di colloquio non si è trattato, direi che è stato più un "io ti dico le regole e vedi tu se accettare o meno". Non avevo scelta, accettate ed eccomi li a lavorare per lui ma di quelle regole ne ricordo distintamente una, erano esattamente 2 parole: "no hat", niente cappello, si riferiva al fatto che non potevo lavorare con un cappello. Ok ok, nessun problema, non è mai successo e mai succederà. Non ci faccio caso e mi presento il giorno stabilito per cominciare. Dopo un paio di giornate posso affermare che il lavoro obiettivamente fa schifo, la mattina sono 7 ore in cui le prime 3 lavo per terra, 1 ora per preparare i tavoli e altre menate e nelle restanti 3 lavo i piatti, non il massimo delle aspettative ma all'inizio va bene così. Con il passare dei giorni acquisto esperienza e noto quanto aveva ragione il mio amico Raffaele quando pochi giorni fa aveva definito la razza cinese "stupida", ma non stupida nel senso di Jim Carrey in "scemo più scemo" ma stupida nel modo di comportarsi, mi spiego subito. Intanto non vi ho detto che SI, il ristorante è di padrone Australiano ma in cucina regna l'Asia, se togliamo il sottoscritto ci sono 15 asiatici che si danno il turno su 16, il sedicesimo sarei io, ma tornando al discorso ho notato che sono degli accaniti lavoratori, su quello non si discute, già si sapeva ma hanno una certa difficoltà a capire le situazioni, se io pulisco per terra col il moccio per capirci mentre il pavimento in legno è ancora bagnato e tu, cinese, ci passi sopra come se nulla fosse senza nemmeno porti nessun tipo di problema a cosa stai creando significa che hai difficoltà intuitive oppure se tu, altra cinese, arrivi mezzora prima del solito, vai in bagno a cambiarti e noti che ovviamente ancora non sono puliti perché ricordo che io lavo le prime 3 ore, alle 9 e mezza non posso aver finito tutto sopratutto i bagni dato che sono l'ultima cosa della lista da pulire, ti lamenti con me e mi dai della persona lenta...allora o prima di me c'era Flash Gordon oppure hai qualche problemino ad afferrare certi concetti! Strani sti cinesi, la cosa buffa è che li dentro non ce n'è uno che lavora senza cappello! E' li che mi torna in mente la regola di Ben da non infrangere, "no hat", evidentemente non è una regola scritta ma morale, si vede che indossando il cappello avrei fatto un affronto morale diretto all’intera Cina! mah, la cosa mi ha lasciato perplesso, mai come il primo giorno quando aprendo la porta della cucina mi sono trovato al cospetto di 2 cockroach (scarafaggi giganti) sembravano morti ma in realtà non lo sono mai, questi esseri sono invincibili, non bisogna mai fidarsi, ammetto che le prime volte lavorare in una cucina così ostile mi spaventava un po’ ma ora è cosa di tutti i giorni ormai; ieri per esempio apro la porta, vado verso l'angolo per prendere le scope ma un cockroach gigante mi taglia la strada e taglia la cucina di netto, ma con una tranquillità come se niente fosse, era enorme! dopo i primi 2 colpi di scopa è fuggito, poi è riapparso così gliene ho dati altri 4, sono bastati giusto per tramortirlo e infilarlo nel bidone della spazzatura, va bene scorrazzare per la cucina ma non affrontarmi così da insetto a persona alle 8 del mattino mentre sono ancora in piena fase rem! Bene, avete capito in che condizioni sto lavorando ma all'inizio va bene così, sono convinto che le cose non faranno che peggiorare, nel senso che il meglio deve ancora venire, ne vedrò ancora e ancora e non finirò mai di stupirmi!

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